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Campagne pubblicitarie

La creazione di una nuova immagine voluta da Gianni Zonin si tradusse presto nella prima campagna pubblicitaria dell’azienda: una cinquantina di cartelli furono posti lungo l’autostrada che da Verona andava a Venezia, ossia nel cuore del veneto vinicolo. Era la prima volta che un produttore di vino entrava nel mondo della comunicazione in maniera così decisa.

Seguirono le prime campagne stampa.

Fu negli anni 70 che arrivò la grande svolta:
il Dottor Gianni voleva creare delle campagne ad hoc per comunicare la qualità del vino prodotto da Casa Vinicola Zonin. A quei tempi, il consumatore associava il vino buono al vino del contadino, mentre il vino industriale non era vissuto come un vino vero. Così, l’agenzia di pubblicità che si occupò del progetto (l’agenzia Target di Bergamo), dopo una accurata ricerca di mercato, individuò come strategia il seguente messaggio: dire che il vino di una grande azienda è fatto con l'uva di qualità.

Allora il primo testimone fu il contadino vero e proprio. In uno spot si raccontava la storia dei contadini che portano i carri della loro uva in azienda e poi, davanti a una botte, uno di loro esclama “è qui dentro che le mie uve diventano buon vino”.

Passando dunque per Carosello, il marchio divenne riconoscibile in tutta Italia e presto la distribuzione raggiunse la Sicilia.

Questo posizionamento risultò vincente per sette-otto anni, fino agli anni 80, in cui emerse una nuova esigenza: la notorietà.

Fu così che Granata (dell’agenzia Business, il creativo che aveva inventato “dieci piani di morbidezza”) realizzò un jingle per accompagnare le immagini che sarebbero apparse nei nuovi spot: si vedeva un’insegna delle vecchie osterie che si apriva e un leone si animava, con un fondo di vigneti rappresentativi degli ettari italiani di proprietà della famiglia Zonin. Intanto, il jingle che accompagnava le immagini veniva apprezzato e ricordato dal pubblico.

Poi, arrivò il focus sul consumatore. Con l’agenzia R&G Rizzo&Giammusso si diede la precedenza a immagini legate a momenti di consumo.

Successivamente, l’azienda affidò la sua comunicazione alla BCommunication, che seguì il restyling del jingle e cambiò il pay-off da “Viticoltori dal 1821” a “Maestri di vigna dal 1821”. Non si trattava più di una cantina, ma di una famiglia di viticoltori che si estendevano su tutto il territorio italiano.

Alla fine degli anni 90, avviene l’incontro con due pubblicitari molto noti, Aldo Biasi e Gavino Sanna. Negli spot da loro realizzati trova posto anche il prodotto (appaiono il Prosecco, il Valpolicella, ecc.).

Attualmente, è già iniziato un nuovo corso della comunicazione, dopo l’entrata in azienda della nuova generazione.